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LA LEGA NORD IN DIFESA DEL TESSILE
Pubblicato il febbraio 1st, 2010 Nessun commento“Il Parlamento si muova compatto a salvaguardia dei prodotti del nostro Paese”.
È l’appello lanciato dal senatore della Lega Nord, Mario Pittoni, in occasione della discussione sulla Legge Comunitaria. “I lavoratori delle nostre fabbriche – ha ricordato Pittoni – denunciano da tempo il trasferimento di manifattura all’estero, specie in Cina. Pratica che si sta rivelando devastante per l’economia del territorio. Al riguardo c’è un primo importante provvedimento (primo firmatario il collega Marco Reguzzoni – lega nord), approvato quasi all’unanimità (543 favorevoli e due astenuti) alla Camera dei deputati, che introduce l’etichettatura obbligatoria sui prodotti tessili, dell’abbigliamento, dell’arredo casa, delle calzature e della pelletteria“.

Adesso, ricorda Pittoni, il disegno di legge è passato al Senato, e le premesse per un risultato positivo sono più che buone. “Per la prima volta si stabilisce che nell’etichetta l’impresa produttrice deve fornire in modo chiaro e sintetico informazioni specifiche sulla conformità dei processi di lavorazione alle norme vigenti in materia di lavoro, sulla certificazione di igiene e di sicurezza dei prodotti, sull’esclusione dell’impiego di minori nella produzione, sul rispetto della normativa europea e sul rispetto degli accordi internazionali in materia ambientale. Dunque, della denominazione “Made in Italy” potranno fregiarsi solo prodotti realizzati per almeno due delle fasi di lavorazione sul nostro territorio, mentre per le rimanenti dovrà essere verificabile la tracciabilità. A livello nazionale i settori interessati a questa legge danno lavoro a circa un milione di persone, ma l’iniziativa è destinata a coinvolgere progressivamente buona parte della la produzione nazionale.
Basta prodotti di bassa qualità e di dubbia provenienza spacciati come prodotti tipici del nostro Paese. Se ne parliamo oggi, in occasione della discussione sulle disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dalla nostra appartenenza alla Comunità europea, è per fare appello a un voto bipartisan, quando sarà il momento, come alla Camera; per presentarci con la massima forza quando sulla questione i sarà da affrontare l’Europa. La circolazione delle merci è infatti sottoposta alla sovranità comunitaria. E questo – ha oncluso Pittoni – è uno dei casi in cui c’è da prendere esempio da Paesi come la Francia, la Germania e la Gran Bretagna, he hanno più volte dimostrato di saper difendere i propri interessi”. (27/01/2010)













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