LEGA NORD – LEGA LOMBARDA
Icona RSS Icona email Icona home
  • 2ª BÈRGHEM FRÈCC – ALBINO

    Pubblicato il dicembre 11th, 2011 admin Nessun commento

    Dopo il successo della prima edizione di Villa D’Ogna, quest’anno si replica ad Albino, presso il centro sportivo Rio Re.

    bèrghem frecc 2011

  • LA PADANIA ESISTE… E PAGA!

    Pubblicato il ottobre 24th, 2011 admin Nessun commento

     

    la padania esiste... e paga!

  • LA PADANIA TRA STORIA ED ECONOMIA

    Pubblicato il settembre 21st, 2011 admin Nessun commento

    « La parola “Italia” è una espressione geografica, (…) ma che non ha valore politico che gli sforzi degli ideologi rivoluzionari tendono ad imprimerle, e che è piena di pericoli per la esistenza stessa degli Stati di cui la penisola si compone.»  Klemens W.-L. Metternich-Winneburg (1773-1859)

    A edificazione dei poco attenti membri delle “deputazioni di storia patria” (regie e non), vale la pena di dedicare un po’ di spazio all’uso del termine Padania Il fondamentale testo di Angelo Mariani (Geografia Economica Sociale dell’Italia, Hoepli, 1910) divide il territorio in Padania e Appenninia e su di esse organizza le due parti del libro. Il termine di Padania è normalmente utilizzato anche dall’enciclopedia geografica Il Milione (pubblicata dall’Istituto Geografico De Agostini, nel 1959, secondo volume) e dal volume I Paesaggi Umani (1977) della collana “Capire l’Italia” del Touring Club Italiano.Il termine Padania è riportato dall’Enciclopedia Italiana (Treccani) al volume VIII, pagina 758. Lo stesso testo riporta “padanità” e “padano”. Gran parte dei dizionari della lingua italiana riportano e definiscono il termine Padania: lo Zingarelli 1995 (a pagina 1238), il Dizionario Enciclopedico Moderno, il Dizionario Pratico della Lingua Italiana (a pagina 758), eccetera.

    http://www.giovanipadani.leganord.org/stampa.asp?ID=5817

    PADANIA

  • IMMAGINI DA PONTIDA 2011

    Pubblicato il giugno 26th, 2011 admin Nessun commento
    pontida2011 

    CIMG2439

    il popolo di pontida

    CIMG2441

    La LEGAMOBILE

    CIMG2422

    il guerriero

    CIMG2413

    basta guerre! aiutiamoli a casa loro

     
    CIMG2405

    150 anni di infamia non possono cancellare millenni di storia, padania libera

  • PARTIGIANI FEDERALISTI: LA CARTA DI CHIVASSO

    Pubblicato il aprile 25th, 2011 admin Nessun commento

    Oggi, 25 aprile, proponiamo la lettura della “carta di Chivasso”, un documento molto attuale nonostante sia stato redatto nel lontano 1943. 

    DICHIARAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DELLE POPOLAZIONI ALPINE

     

    nota come “CARTA DI CHIVASSO”

    redatta a conclusione di un convegno clandestino tenutosi in Chivasso il 19-12-1943 e firmata dai resistenti Émile Chanoux, Ernesto Page, Gustavo Malan, Giorgio Peyronel, M. A. Rollier, Osvaldo Coisson.

    Noi popolazioni delle valli alpine

    CONSTATANDO

    che i venti anni di mal governo livellatore ed accentratore sintetizzati dal motto brutale e fanfarone di “Roma doma” hanno avuto per le nostre valli i seguenti dolorosi e significativi risultati:

    a) OPPRESSIONE POLITICA attraverso l’opera dei suoi agenti politici ed amministrativi (militi, commissari, prefetti. federali, insegnanti), piccoli despoti incuranti ed ignoranti di ogni tradizione locale di cui furono solerti distruttori;

    b) ROVINA ECONOMICA per la dilapidazione dei loro patrimoni forestali ed agricoli, per l’interdizione della emigrazione con la chiusura ermetica delle frontiere, per l’effettiva mancanza di organizzazione tecnica e finanziaria dell’agricoltura, mascherata dal vasto sfoggio di assistenze centrali, per la incapacità di una moderna organizzazione turistica rispettosa dei luoghi; condizioni tutte che determinarono lo spopolamento alpino;

    c) DlSTRUZIONE DELLA CULTURA LOCALE per la soppressione della lingua fondamentale locale, laddove esiste, la brutale e goffa trasformazione dei nomi e delle iscrizioni locali, la chiusura di scuole e di istituti locali autonomi, patrimonio culturale che è anche una ricchezza ai fini della emigrazionetemporanea all’estero;

    AFFERMANDO

    a) che la libertà di lingua come quella di culto è condizione essenziale per la salvaguardia della personalità umana;

    b) che il federalismo è il quadro più adatto a fornire le garanzie di questo diritto individuale e collettivo e rappresenta la soluzione del problema delle piccolenazionalità e la definitiva liquidazione del fenomeno storico degli irredentismi, garantendo nel futuro assetto europeo l’avvento di una pace stabile e duratura;

    c) che un regime Federale repubblicano a baseregionale e cantonale è l’unica garanzia contro un ritorno della dittatura, la quale trovò nello stato monarchico accentrato italiano lo strumento già pronto per il proprio predominio sul paese; fedeli allospirito migliore del Risorgimento

    DICHIARIAMO quanto segue

    AUTONOMIE POLITICHE AMMINlSTRATIVE

    1) Nel quadro generale del prossimo stato italiano che economicamente ed amministrativamente auspichiamo sia organizzato con criteri federalistici, alle valli alpine dovrà essere riconosciuto il diritto di costituirsi in comunità politico-amministrative autonome sul tipo cantonale;

    2) come tali ad esse dovrà comunque essere assicurato, quale che sia la loro entità numerica, almeno un posto nelle assemblee legislative regionali e cantonali;

    3) l’esercizio delle funzioni politiche ed amministrative locali (compresa quella giudiziaria), comunali e cantonali, dovrà essere affidato ad elementi originari del luogo o aventi ivi una residenza stabile di un determinato numero di anni cheverrà fissato dalle assemblee locali;

    AUTONOMIE CULTURALI E SCOLASTICHE

    Per la loro posizione geografica di intermediarie tra diverse culture, per il rispetto delle loro tradizioni e della loro personalità etnica, e per i vantaggi derivanti dalla conoscenza di diverse lingue, nelle valli alpine deve essere pienamente rispettata e garantita una particolare autonomia culturale linguistica consistente nel:

    1) diritto di usare la lingua locale, là dove esiste, accanto a quella italiana, in tutti gli atti pubblici e nella stampa locale;

    2) diritto all’insegnamento della lingua locale nelle scuole di ogni ordine e grado con le necessarie garanzie nei concorsi perché gli insegnanti risultino idonei a tale insegnamento. L’insegnamento in genere sarà sottoposto al controllo o alla direzione di un consiglio locale;

    AUTONOMIE ECONOMICHE

    Per facilitare lo sviluppo dell’economia montana e conseguentemente combattere lo spopolamento delle vallate alpine, sono necessari:

    1) un comprensivo sistema di tassazione delle industrie che si trovano nei cantoni alpini (idroelettriche, minerarie, turistiche, di trasformazione, ecc.) in modo che una parte dei loro utili torni alle vallate alpine, e ciò indipendentemente dal fatto che tali industrie siano o meno collettivizzate;

    2) un sistema di equa riduzione dei tributi, variabile da zona a zona, a seconda della ricchezza del terreno e della prevalenza di agricoltura foreste o pastorizia;

    3) una razionale e sostanziale riforma agraria comprendente:

    a) l’unificazione per il buon rendimento dell’azienda, mediante scambi e compensi di terreni e una legislazione adeguata della proprietà famigliare agraria oggi troppo frammentaria;

    b) l’assistenza tecnico-agricola esercitata da elementi residenti sul luogo ed aventi ad esempio delle mansioni di insegnamento nelle scuole locali di cui alcune potranno avere carattere agrario;

    c) il potenziamento da parte delle autorità della vita economica mediante libere cooperative di produzione e consumo;

    4) il potenziamento delle industria e dell’artigianato, affidando all’amministrazione regionale cantonale, anche in caso di organizzazione collettivistica, il controllo e l’amministrazione delle aziende aventi carattere locale;

    5) la dipendenza dall’amministrazione locale delle opere pubbliche a carattere locale e il controllo di tutti i servizi e concessioni aventi carattere pubblico. Questi principi, noi rappresentanti delle Valli Alpine vogliamo vedere affermati da parte del nuovo Stato italiano, così come vogliamo che siano affermati anche nei confronti di quegli italiani che sono e potrebbero venire a trovarsi sotto il dominio politico straniero.

  • ALCUNI DATI SUL FEDERALISMO MUNICIPALE

    Pubblicato il febbraio 26th, 2011 admin Nessun commento

    Analizzando alcuni dati della CGIA di Mestre (cliccare sull’immagine sotto per ingrandirla) è chiaro come il Federalismo Municipale garantirà maggiori risorse ai comuni del Nord: l’area del paese dove si pagano più tasse, dove l’evasione è più contenuta e dove la pubblica amministrazione è più efficiente finalmente sarà premiata, al contrario di quanto accaduto in italia fino ad oggi.

    federalismo municipale

    Qualcuno potrà contestare che ciò non basti, che i Comuni padani meritino di più, e questo è vero. Però è altrettanto vero che la riforma ci porterà benefici e che questa segni una svolta storica, un’inversione di tendenza in un paese dove chi più sprecava più veniva premiato.

    Ovviamente la Lega Nord non si accontenta. La strada per una riforma del paese in senso federale è ancora lunga e proprio in questi giorni si sta lavorando al decreto sul fisco regionale, decisamente più corposo rispetto a quello municipale.

    Lungo questo cammino di avversari ne abbiamo veramente tanti! Pensate alla sinistra che al nord ha il coraggio di dichiararsi federalista, ma che in parlamento vota contro il federalismo fiscale e al sud critica fortemente la riforma perché commette l’orrendo crimine di premiare il nord produttivo!!! 

    Non parliamo poi di quell’infinita schiera di politici meridionalisti, assolutamente trasversale tra destra e sinistra, che difende gli sprechi, le clientele ed il malaffare che da loro tanto potere e ricchezza. Per loro il federalismo è un nemico mortale, tant’è vero che col referendum del 2006 fecero fallire la riforma della Devolution, frutto di 5 anni di lavoro leghista, che avrebbe tra le altre cose abolito il bicameralismo perfetto e ridotto il numero di parlamentari,

    Segnalo infine questo studio (sempre di CGIA) dove si evince che se l’italia avesse l’efficienza della Germania FEDERALISTA risparmierebbe ben 75 miliardi di euro.

  • LA VERA STORIA D’ITALIA di Gilberto Oneto – 2° puntata

    Pubblicato il febbraio 15th, 2011 admin Nessun commento
    PARTE 1 DI 4 PARTE 2 DI 4 
    PARTE 3 DI 4 

     

    PARTE 4 DI 4  

     Guarda anche la  1° PUNTATA

  • FEDERALISMO FISCALE: COSA E’ E COME FUNZIONA

    Pubblicato il febbraio 6th, 2011 admin Nessun commento

  • IL FEDERALISMO MUNICIPALE FAVORIRA’ I NOSTRI COMUNI

    Pubblicato il febbraio 1st, 2011 admin Nessun commento

    Se si analizzano le entrate dei Comuni, i trasferimenti dello stato che arrivano ai comuni della provincia di Bergamo sono 227€ pro-capite, contro una media italiana di 361€ (il comune di napoli addirittura 669€).

    i Nostri Comuni quindi ricevono contributi e trasferimenti dallo stato inferiori di 134€ pro-capite rispetto alla media italiana.

    Un’ingiustizia che la LEGA NORD da anni denuncia e che intende limitare attraverso il FEDERALISMO MUNICIPALE, che sostituirà il meccanismo dei trasferimenti dando autonomia impositiva ai comuni.

    Questi dati dovrebbero far riflettere quei Bergamaschi che ancora votano i partiti romani che, più o meno apertamente, ostacolano ogni tentativo di riforma dello stato in senso federale.

    BossiFederalismo_Morte

  • LA VERA STORIA D’ITALIA di Gilberto Oneto – 1° puntata

    Pubblicato il gennaio 25th, 2011 admin 1 commento

     “E’ più importante indagare la verità VERA che celebrare verità di stato

    Istituzioni (prima fra tutte la scuola) e Media ci bombardano continuamente di messaggi retorici volti a inculcarci a forza pensieri e idee che non ci appartengono.

    In particolare assistiamo ad un processo di mistificazione della Storia che esalta determinati periodi storici e ne sminuisce altri, tra gravi omissioni e numerose menzogne.

    Abbiamo così che il Risorgimento ed i suoi protagonisti siano stati mitizzati e che chiunque osi tentare di fare piena luce su quel periodo o anche solo si discosti appena dalla “storia ufficiale” sia immediatamente attaccato ed accusato di revisionismo.

    In occasione del 150° dell’unità d’italia Gilberto Oneto ci racconta cosa fu in realtà il risorgimento e lo fa senza retorica, senza omissioni e con numerosi dettagli dei quali la “storia di regime”, da sempre, tenta di tenerci allo scuro.

    PARTE 1 DI 4

     

    PARTE 2 DI 4

     

     PARTE 3 DI 4

     PARTE 4 DI 4