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LA PADANIA ESISTE… E PAGA!
Pubblicato il ottobre 24th, 2011 Nessun commento -
PARTIGIANI FEDERALISTI: LA CARTA DI CHIVASSO
Pubblicato il aprile 25th, 2011 Nessun commentoOggi, 25 aprile, proponiamo la lettura della “carta di Chivasso”, un documento molto attuale nonostante sia stato redatto nel lontano 1943.
DICHIARAZIONE DEI RAPPRESENTANTI DELLE POPOLAZIONI ALPINE
nota come “CARTA DI CHIVASSO”
redatta a conclusione di un convegno clandestino tenutosi in Chivasso il 19-12-1943 e firmata dai resistenti Émile Chanoux, Ernesto Page, Gustavo Malan, Giorgio Peyronel, M. A. Rollier, Osvaldo Coisson.
Noi popolazioni delle valli alpine
CONSTATANDO
che i venti anni di mal governo livellatore ed accentratore sintetizzati dal motto brutale e fanfarone di “Roma doma” hanno avuto per le nostre valli i seguenti dolorosi e significativi risultati:
a) OPPRESSIONE POLITICA attraverso l’opera dei suoi agenti politici ed amministrativi (militi, commissari, prefetti. federali, insegnanti), piccoli despoti incuranti ed ignoranti di ogni tradizione locale di cui furono solerti distruttori;
b) ROVINA ECONOMICA per la dilapidazione dei loro patrimoni forestali ed agricoli, per l’interdizione della emigrazione con la chiusura ermetica delle frontiere, per l’effettiva mancanza di organizzazione tecnica e finanziaria dell’agricoltura, mascherata dal vasto sfoggio di assistenze centrali, per la incapacità di una moderna organizzazione turistica rispettosa dei luoghi; condizioni tutte che determinarono lo spopolamento alpino;
c) DlSTRUZIONE DELLA CULTURA LOCALE per la soppressione della lingua fondamentale locale, laddove esiste, la brutale e goffa trasformazione dei nomi e delle iscrizioni locali, la chiusura di scuole e di istituti locali autonomi, patrimonio culturale che è anche una ricchezza ai fini della emigrazionetemporanea all’estero;
AFFERMANDO
a) che la libertà di lingua come quella di culto è condizione essenziale per la salvaguardia della personalità umana;
b) che il federalismo è il quadro più adatto a fornire le garanzie di questo diritto individuale e collettivo e rappresenta la soluzione del problema delle piccolenazionalità e la definitiva liquidazione del fenomeno storico degli irredentismi, garantendo nel futuro assetto europeo l’avvento di una pace stabile e duratura;
c) che un regime Federale repubblicano a baseregionale e cantonale è l’unica garanzia contro un ritorno della dittatura, la quale trovò nello stato monarchico accentrato italiano lo strumento già pronto per il proprio predominio sul paese; fedeli allospirito migliore del Risorgimento
DICHIARIAMO quanto segue
AUTONOMIE POLITICHE AMMINlSTRATIVE
1) Nel quadro generale del prossimo stato italiano che economicamente ed amministrativamente auspichiamo sia organizzato con criteri federalistici, alle valli alpine dovrà essere riconosciuto il diritto di costituirsi in comunità politico-amministrative autonome sul tipo cantonale;
2) come tali ad esse dovrà comunque essere assicurato, quale che sia la loro entità numerica, almeno un posto nelle assemblee legislative regionali e cantonali;
3) l’esercizio delle funzioni politiche ed amministrative locali (compresa quella giudiziaria), comunali e cantonali, dovrà essere affidato ad elementi originari del luogo o aventi ivi una residenza stabile di un determinato numero di anni cheverrà fissato dalle assemblee locali;
AUTONOMIE CULTURALI E SCOLASTICHE
Per la loro posizione geografica di intermediarie tra diverse culture, per il rispetto delle loro tradizioni e della loro personalità etnica, e per i vantaggi derivanti dalla conoscenza di diverse lingue, nelle valli alpine deve essere pienamente rispettata e garantita una particolare autonomia culturale linguistica consistente nel:
1) diritto di usare la lingua locale, là dove esiste, accanto a quella italiana, in tutti gli atti pubblici e nella stampa locale;
2) diritto all’insegnamento della lingua locale nelle scuole di ogni ordine e grado con le necessarie garanzie nei concorsi perché gli insegnanti risultino idonei a tale insegnamento. L’insegnamento in genere sarà sottoposto al controllo o alla direzione di un consiglio locale;
AUTONOMIE ECONOMICHE
Per facilitare lo sviluppo dell’economia montana e conseguentemente combattere lo spopolamento delle vallate alpine, sono necessari:
1) un comprensivo sistema di tassazione delle industrie che si trovano nei cantoni alpini (idroelettriche, minerarie, turistiche, di trasformazione, ecc.) in modo che una parte dei loro utili torni alle vallate alpine, e ciò indipendentemente dal fatto che tali industrie siano o meno collettivizzate;
2) un sistema di equa riduzione dei tributi, variabile da zona a zona, a seconda della ricchezza del terreno e della prevalenza di agricoltura foreste o pastorizia;
3) una razionale e sostanziale riforma agraria comprendente:
a) l’unificazione per il buon rendimento dell’azienda, mediante scambi e compensi di terreni e una legislazione adeguata della proprietà famigliare agraria oggi troppo frammentaria;
b) l’assistenza tecnico-agricola esercitata da elementi residenti sul luogo ed aventi ad esempio delle mansioni di insegnamento nelle scuole locali di cui alcune potranno avere carattere agrario;
c) il potenziamento da parte delle autorità della vita economica mediante libere cooperative di produzione e consumo;
4) il potenziamento delle industria e dell’artigianato, affidando all’amministrazione regionale cantonale, anche in caso di organizzazione collettivistica, il controllo e l’amministrazione delle aziende aventi carattere locale;
5) la dipendenza dall’amministrazione locale delle opere pubbliche a carattere locale e il controllo di tutti i servizi e concessioni aventi carattere pubblico. Questi principi, noi rappresentanti delle Valli Alpine vogliamo vedere affermati da parte del nuovo Stato italiano, così come vogliamo che siano affermati anche nei confronti di quegli italiani che sono e potrebbero venire a trovarsi sotto il dominio politico straniero.
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FEDERALISMO FISCALE: COSA E’ E COME FUNZIONA
Pubblicato il febbraio 6th, 2011 Nessun commento -
IL FEDERALISMO MUNICIPALE FAVORIRA’ I NOSTRI COMUNI
Pubblicato il febbraio 1st, 2011 Nessun commentoSe si analizzano le entrate dei Comuni, i trasferimenti dello stato che arrivano ai comuni della provincia di Bergamo sono 227€ pro-capite, contro una media italiana di 361€ (il comune di napoli addirittura 669€).
i Nostri Comuni quindi ricevono contributi e trasferimenti dallo stato inferiori di 134€ pro-capite rispetto alla media italiana.
Un’ingiustizia che la LEGA NORD da anni denuncia e che intende limitare attraverso il FEDERALISMO MUNICIPALE, che sostituirà il meccanismo dei trasferimenti dando autonomia impositiva ai comuni.
Questi dati dovrebbero far riflettere quei Bergamaschi che ancora votano i partiti romani che, più o meno apertamente, ostacolano ogni tentativo di riforma dello stato in senso federale.
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BASTA GOSSIP, VOGLIAMO LE RIFORME
Pubblicato il gennaio 19th, 2011 Nessun commentoPoche chiacchiere e tanti fatti. Benvenuti nel mondo della Lega dove la concretezza, toccata quotidianamente con mano dai cittadini, sembra scritta nel suo dna. E questo grazie al lavoro dei sindaci, presidenti di Provincia, consiglieri regionali, parlamentari, ministri, governatori.
Eccolo il modello vincente leghista che rivendica una politica forte, non certo schiava di litigi, gossip e sondaggi. Perchè mentre il palazzo, come giornali e tv si scornano per parlare di festini e intercettazioni a luci rosse, c’è chi, come la Lega, ha solo voglia di lavorare, di darsi da fare.
Tradotto: realizzare le riforme. Il che non vorrebbe dire solo riavvicinare il cittadino alla politica, perché torni ad averne fiducia. Significa semmai dare le risposte che la gente si aspetta dalla politica. Che si chiamano Federalismo, pacchetto sicurezza, lotta alla contraffazione. Passaggi concreti che portano la firma di Bossi, Maroni, Calderoli, Zaia, Cota e tanti altri. E la lista è lunga: dal contrasto all’immigrazione clandestina e alla lotta alla mafia con la confiscadei beni (un modello che il mondoci sta copiando).da La Padania del 18/01/2011
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FEDERALISMO DEMANIALE e RIFORME
Pubblicato il aprile 10th, 2010 Nessun commentoEcco il primo passo nell’attuazione del federalismo fiscale: il FEDERALISMO DEMANIALE con il quale lo stato centrale restituisce dei beni agli enti locali.
LEGGI IL TESTO DEL DECRETO
Ed ora via con le RIFORME ISTITUZIONALI, lo storico obiettivo della LEGA NORD. Ricordiamo come fin dalla sua nascita la Lega si batta contro tutto e tutti per riformare il paese e per far diventare l’italia un moderno stato federale: già con la Devolution era stato fatto un tentativo, ma i soliti partiti romani hanno fatto fallire questa fondamentale riforma.
Oggi però è diverso; la Lega è sempre più forte ed influente tanto che oggi tutti si spacciano per federalisti per non perdere consensi in favore del Carroccio. Nel governo non c’è più l’UDC, ossia un partito per sua natura contrario alle riforme, Fini è uscito ridimensionato dalle regionali e Berlusconi ha intenzione di mantenere il patto con Bossi. Inoltre i 3 anni senza elezioni che ci attendono sono l’ideale per coinvolgere le opposizioni nel processo riformatore, così da evitare dannosi ostruzionismi.
Sembra sia la volta buona, ma la Lega tiene sempre alta la guardia dato che il sistema romano ed i parassiti che di sprechi e assistenzialismo ci vivono non rinunceranno facilmente ai loro privilegi. PADANIA LIBERA!
Nella foto Roberto Calderoli, Ministro della semplificazione normativa ed Umberto Bossi, Ministro per le riforme ed il federalismo













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